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20 mag 2011

Venezia parla italiano e punta sugli autori

La 66esima Mostra del Cinema di Venezia si è presentata oggi alla conferenza stampa romana in splendida forma. Dopo una parentesi legata alle proteste per i tagli (poi in parte ripristinati) al Fus da parte di decine di attori e registi, è stato comunicato dal presidente della Biennale Paolo Baratta e dal direttore del festival, Marco Muller, il programma definitivo. Una Mostra che parlerà molto italiano, con autori importanti, pellicole attese e qualche scommessa da parte degli organizzatori.
L'Italia è la nazione più rappresentata al Lido con 22 opere, di cui 4 in gara nel concorso principale. Seguono per numero complessivo gli Stati Uniti con 17 (che hanno però sei pellicole nel concorso Venezia66), mentre gli altri Paesi sono molto staccati.
Una curiosità: la Francia ha solo quattro film a Venezia, ma sono tutti in concorso. Confermate le indiscrezioni sui film italiani in gara: "Baaria" di Tornatore, annunciato da tempo come film d'apertura, "Il grande sogno" di Michele Placido, "Lo spazio bianco" di Francesca Comencini e "La doppia ora" di Giuseppe Capotondi.
Proprio quest'ultimo regista rappresenta uno dei motivi di maggior interesse della Mostra per il nostro Paese: è uno dei cinque esordienti sui 23 in concorso (che diventeranno 24 quando gli organizzatori scioglieranno la riserva sul nome del 24esimo).
Al Lido l'Italia sarà presente con molti altri lavori, alcuni realizzati da registi che hanno fatto la storia del cinema come Carlo Lizzani, Citto Maselli, Giuliano Montaldo.
Da notare poi che due film fuori concorso, presentati nella sezione 'cinema del presente', sono considerati italiani per la produzione anche se gli autori sono americani: "Napoli Napoli Napoli" di Abel Ferrara e "Prove per una tragedia siciliana" di Roman Paska e John Turturro.

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